Ing. Martino Greco
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Domande e Risposte






Buongiorno, il mio quesito è questo: ristrutturazione di un edificio con creazione di due unità immobiliari al posto di una. Ovviamente verranno isolate le pareti e i solai di separazione delle due unità, ma il problema si presenta sugli infissi. Infatti nella verifica acustica di progetto sono stati messi tutti infissi isolanti ma di fatto verranno sostituiti solo alcuni. Quindi chiedo: in questo caso anche se i vecchi infissi non rispettano i requisiti acustici ma essendo già presenti e comunque facenti parte di un'abitazione posso lasciarli o devo necessariamente sostituirli? Grazie mille
Salve, come ben specificato dal Ministero dell'Ambiente con nota Prot. 0014609 del 18/10/2017, sono interessati dall'adeguamento ai limiti vigenti solo le parti che vengono ristrutturate. Distinti saluti
Buongiorno, cosa mi sa dire del "sanitrit" istallato per avere un secondo bagno in casa? Grazie
Il sanitrit richiede la valutazione dei requisiti acustici passivi anche perchè ho personalmente riscontrato che una sua cattiva posa in opera genera un grosso disturbo alle unità immobiliari adiacenti. Distinti saluti
Devo ristrutturare un bagno esistente in un appartamento residenziale in un comune di regione Lombardia. vorrei sapere se devo redigere la relazione sui requisiti acustici passivi o è sufficiente che il tecnico dichiari il rispetto dei requisiti? Grazie
Salve, per ogni ristrutturazione che intacchi gli elementi coinvolti nella determinazione dei requisiti acustici passivi è ovvio che si debba fare una "rivalutazione". Nel suo caso suggerirei di effettuare una revisione alla precedente valutazione. Distinti saluti
Buongiorno, abito in un appartamento posto al piano terra, di una palazzina in una zona tranquilla di Roma (tra viale della Primavera e Viale Palmiro Togliatti). Sottostante il mio appartamento, e quello di altri condomini, si estende un locale di oltre 700mq, fino a qualche tempo fa adibito a deposito/magazzino (e così accatastato). A breve apriranno una palestra (mascherata come sempre da Associazione Sportiva) dove verranno praticate arti marziali e altre discipline. I locatari stanno facendo la ristrutturazione, ma a riguardo dell'insonorizzazione ci hanno detto che faranno qualcosa ma nello specifico non si sa. Ci hanno detto che faranno musica lieve e in uno specifico punto del locale!!! Abbiamo già avuto esperienze spiacevoli con un'altra associazione, e vorrei tanto sapere che cosa dice la legge a riguardo. Non hanno obbligo di Nulla Osta impatto acustico? E se si, come possiamo farci valere? Sapevo che esiste anche un autorizzazione per impatto delle acque di scarico. Sa dirmi qualcosa in proposito. Le sarei veramente grata se mi potesse dare qualche riferimento con cui difenderci. Abbiamo passato un anno terribile, con musica e frastuoni fino alle 11 della sera, con i vigili urbani, il Suap e Arpa che facevano a rimpiattino in merito alle loro competenze. Calcoli, inoltre, che il mio balcone si affaccia lungo tutto il percorso di entrata a questo locale... La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti.
Salve, ci sono specifici adempimenti a cui l'Assocazione Sportiva dovrà ottemperare, tra cui la Valutazione di Impatto Acustico da presentare al SUAP come allegato al Modulo Bs. Nel corso della valutazione il tecnico incaricato dalla palestra valuterà, si spera con professionalità e rettitudine, l'impatto acustico nelle fasi più rumorose anche nei confronti delle abitazioni soprastanti. Quindi in teoria non dovete temere nulla. Se poi la valutazione sarà condotta male e ne conseguirà un intollerabile inquinamento acustico potrete fare un esposto alla Polizia Locale e all'ARPA Lazio per la verifica d'ufficio. Distinti saluti
Buongiorno, il mio appartamento è oggetto di verifica acustica perchè una parete esterna è adiacente ad un fabbricato più basso il cui tetto è aderente alla mia parete. Quando piove io subisco rumori probabilmente fuori dalla norma e da verificare. Il problema è anche che, da quanto emerso, l'edificio in cui vivo, edificato dopo quello adiacente, ha utilizzato il muro esistente dell'altro edificio come muro perimetrale e ha costruito da un certo piano in poi poggiandosi sempre su quello esistente dell'altro palazzo. In altri termini, il muro delle mie stanze è in comune se non di proprietà o nei confini di quello adiacente. E' comunque lecito chiedere la verifica acustica per rumori da pioggia attraverso quei muri? Grazie molte per la disponibilità.
Salve, a prescidenre dalla regolarità dell'edificazione, la proprietà del tetto attiguo deve assicurare nei suoi confronti il rispetto dei limiti della Normale Tollerabilità. Può risolvere facilmente richiedendo la stesura di un tappetino morbido che attutisca il rumore dovuto all'impatto della pioggia sul tetto. Distinti saluti
Salve, sono Emanuele Navigli neofita TCAA. Volevo sapere se potevo gentilmente rivolgere una domanda tecnica. Sono in difficoltà a causa di alcune lacune quindi spero vivamente in un aiuto. Nello specifico:
Impatto Acustico di un locale (IN CLASSE II) che propone djset all'aperto (area privata del locale tipo LIDO) con 2 casse ad installazione fissa e limiter inserito dalle ore 22.30 alle 00.30 per tutti i weekend (periodo estivo). Un ricettore (RESIDENCE) disturbato e la necessità di fare rilievo fonometrico con calcolo del livello differenziale, immissione e emissione. A questo punto all'interno del residence si prendono le misure di Rumore residuo e di rumore ambientale. Dovendole fare sia a finestre aperte che a finestre chiuse con che tempi di misura dovrei procedere?
Il rumore ambientale devo dilatarlo con calcolo "logaritmico" (mediante formule) per tutta la durata del periodo notturno prima di confrontarlo con il rumore residuo per il calcolo del livello differenziale (massimo 3 Db)?
Se si quale calcolo dovrei fare esattamente?
Dovrei considerare la misure a finestre chiuse o quelle a finestre aperte?
Il limite di immissione (a finestre aperte o chiuse?) deve essere rispettato già dalla misura del rumore ambientale o anch'esso deve essere assoggettato a calcolo per diluizione nei tempi di riferimento dalle 22 alle 06?
Grazie mille, attendo cordialmente notizie

Salve, riassumo in pochi punti le risposte ai suoi quesiti:
1) Per il differenziale come tempi di misura sarebbe perfetta la durata di una intera traccia musicale
2) Solo per il livello di emissione ed immissione si "spalma" il LAeq sul periodo di riferimento, per il differenziale NO
3) Bisognerebbe fare entrambe le misure a finestre aperte e chiuse
Buona fortuna. Distinti saluti

Buongiorno. La mia attività (falegnameria) è stata sottoposta a verifica acustica da parte di un ente, dietro richiesta di un mio vicino. Ho letto la relazione finale, in cui si riportano i valori misurati di emissione ed immissione della mia attività. La domanda è la seguente: è corretto che per tali valori venga verificata anche la presenza di componenti tonali, impulsive e a bassa frequenza? Da quello che ho letto, la loro presenza dev'essere verificata solo in ambiente abitativo (in casa del mio vicino). Sbaglio? Grazie in anticipo.
Salve, sì, sbaglia perchè quella verifica va fatta sia in ambiente abitativo che in ambiente esterno. Quindi purtroppo per lei è giusto così. Distinti saluti
Buongiorno. Abbiamo acquistato un appartamento su una palazzina di due unità con un bar al piano terra. Abbiamo effettuato un intervento di rifacimento dei pavimenti con demolizione del vecchio pavimento per installare l'impianto radiante. Non abbiamo effettuato nessun cambio di destinazione d'uso e i volumi sono rimasti invariati. Abbiamo applicato un tappetino fonoisolante anticalpestio e il solaio su dichiarazione del nostro geometra risulta a norma. I rumori prodotti dal Bar non ci permettono di riposare e dal rilevamento acustico è emerso un netto sforamento dei limiti specie nelle fascia notturna. Il bar sostiene che non è un loro problema in quanto nella ristrutturazione eravamo noi a dover effettuare gli interventi necessari per isolarci dalla loro attività. Preciso che il bar non è di nostra proprietà e che quindi non saremmo potuti intervenire per isolare il locale dal nostro appartamento. Ritiene che possiamo insistere sull'obbligo da parte del gestore di isolarsi? possono in qualche modo appellarsi al DPCM del 5/12/97 sostenendo che era nostra cura isolarci dal locale? Grazie e Distinti Saluti
Salve, come ha specificato il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici "il rispetto ed il soddisfacimento dei requisiti acustici passivi devono essere applicati anche in caso di ristrutturazioni di edifici esistenti che prevedano il rifacimento anche parziale di [...] e/o di partizioni orizzontali [...]". Pertanto le consiglierei di chiamare un Tecnico Competente in Acustica per regolarizzare la ristrurazione nei predetti termini e successivamente poter agire contro il bar per ottenere il rispetto del Limite della Normale Tollerabilità (ex art. 844 c.c.) e del limite Differenziale (ex DPCM 14/11/97). Distinti saluti
Buongiorno, io e mio marito abbiamo acquistato un appartamento sopra un bar che organizza due volte alla settimana ballo latino americano e karaoke con musica ad altissimo volume che si protrae sino alla mezzanotte. Il locale in questione non è insonorizzato e avvertiamo chiaramente tutto, sia attraverso il pavimento, che addirittura al di fuori del bar stesso. Abbiamo saputo che sono 20 anni (da quando è stato aperto il bar) che i condomini si lamentano del fastidio arrecato rivolgendosi all'amministratore del condominio o all'esercente stesso senza ottenere alcun risultato. Il bar dice che il Comune gli ha autorizzato a trasmettere la musica sino alle 24.00, ma io mi voglio augurare che il Comune intendesse "musica di sottofondo". Vorrei sapere a questo punto se è obbligatorio per il bar provvedere all'insonorizzazione acustica per poter continuare con queste attività. Grazie. Cordiali saluti.
Salve, se da una perizia fonometrica emerge che il locale supera i limiti di immissione sonora allora deve obbligatoriamente insonorizzare oppure terminare l'attività musicale. Distinti saluti
Un laboratorio di stampa fotografica digitale deve presentare il modello A/S o B/s di impatto acustico?
Salve, dal momento che rientra tra le attività elencate nell'Allegato B del DPR 227/2011, deve presentare il Modello As. Distinti saluti
Salve, mia moglie ha acquistato casa nel 2005 mentre i vicini adiacenti ristrutturavano con spostamento tramezzi, cambio destinazione d'uso zona giorno e notte - con addossamento loro zona giorno in adiacenza a nostra zona notte - rifacimento pavimenti ed impianti. Adesso, separandomi, devo acquistare casa di mia moglie. In camera è una bolgia di rumori pazzeschi provenienti dall'adiacente loro zona giorno. Mi chiedo, comprando casa adesso, che armi legali avrei? Posso ottenere un risarcimento danni biologici? Posso costringere i vicini a RIFARE i lavori (che hanno fatto senza DIA alcuna) con materassino acustico risvoltato a parete e controparete fonoisolante della parete comune fino al rispetto dei requisiti acusti passivi DPCM del 05/12/1997? Grazie infinite.
Salve, dunque se i lavori del 2005 hanno interessato le pareti di contatto tra le vostre unità immobiliari allora, a seguito di una perizia sui requisiti acustici passivi, lei può pretendere il rispetto almeno dell'isolamento R'w. Inoltre lei può avvalersi del principio di tutela della Normale Tollerabilità ai sensi dell'art. 844 del Codice Civile a prescindere da quanto prescritto dal DPCM da lei citato. Distinti saluti
Buongiorno, sto costruendo una casa singola in classe passiva ed il comune di appartenza mi chiede la relazione preventiva ed esecutiva di acustica ambientale, volevo sapere se è obbligatoria e di chi è a carico tra l'architetto e l'impresario. Grazie Mille. Nicola
Salve, sono entrambe obbligatorie e sono a carico del costruttore del fabbricato. Distinti saluti
Buongiorno, qualche tempo fale ho posto questa domanda a cui lei a gentilmente risposto: "Buongiorno volevo cortesemente sapere se le associazioni culturali sportive dilettantistiche senza lucro sono esentate dalla valutazione d'impatto acustico, soprattutto se la loro attività principale è la danza e usano musica amplificata. Grazie mille". RISPOSTA: "Salve, questa tipologia di attività è obbligata a presentare la valutazione di impatto acustico. Distinti saluti". Oggi sono qui a chiederle eventuali riferimenti di legge, perchè il mio Municipio continua a sostenere che queste associazioni non hanno obblighi di legge. Dimenticavo di dirle che sono di Roma. La ringrazio e le invio cordiali saluti.
Salve, il riferimento di legge è l'art. 8 comma 2 lettere d) e e) della legge n. 447 del 26/10/1995. Distinti saluti
Salve, dovrei aprire una finestra (già esistente ma attualmente tamponata) in un appartamento all'interno di un condominio... Il Comune mi ha chiesto il certificato acustico di progetto... Devo modellare tutto l'appartamento e verificare che siano rispettati i limiti soltanto dell'apertura che andrò ad inserire? Resto in attesa di un suo riscontro. Saluti
Salve, solitamente per certificato acustico di progetto si intende la valutazione dei requisiti acustici passivi dell'intera unità immobiliare. Il suo caso però è diverso e se ne dovrebbe tener conto. Mi invii la richiesta del Comune alla mail ing.greco@perizieambientali.com così posso dare un'occhiata. Distinti saluti
Buongiorno. Sto ristrutturando una casa singola. Al piano terra ci sono ingresso, garage, taverna e lavanderia. Al primo piano c'é l'unità abitativa. Vorrei sapere se è obbligatorio mettere un isolamento acustico nel pavimento del primo piano. Grazie mille
Salve, l'isolamento da calpestio va conseguito a norma di legge solo tra unità immobiliari diverse, quindi nel suo caso no. Distinti saluti
Buongiorno,abito al primo piano di una palazzina del centro storico del fine 600 in Toscana, sotto di me c'è una pizzeria e sento qualsiasi rumore proveniente dalla zona cucina che rimane proprio sotto le mie due stanze (si avverte l'arrivo di un sms di cellulare); i rumori nonostante porte e scuri chiusi arrivano forti e chiari (d'estate non si puo' aprire la finestra e si schianta dal caldo). Vorrei far fare una valutazione dei rumori perché ci dicono che non possono fermare l'attività per il vicinato ma noi non si campa per poterci sentire in casa dobbiamo quasi urlare e la sera mettere il volume a 70 perchè tra le ventole aspiratrici che usano le stoviglie le urla di portare i piatti in sala (noi ovviamente sentiamo tutto come se fosse in casa nostra anzi come se urlassero da casa nostra); la domanda è questa: essendo palazzina datata ci sono norme specifiche a riguardo da rispettare e chi posso chiamare per una verifica? L'asl centra in qualche modo? Grazie per la cortese risposta Lori
Salve, purtroppo il suo caso è molto frequente. L'unica cosa da fare è chiamare l'ARPAT (e non la ASL) competente del suo territorio, ad esempio ARPAT Lucca. In alternativa può comunque incaricare un Tecnico Competente in Acustica Ambientale per far effettuare una perizia fonometrica ai sensi dell'art. 844 c.c. e del D.P.C.M. del 14/11/1997 i quali tutelano i cittadini dai rumori immessi da altre attività e/o persone. La casa invece, essendo antecedente il 1997, non deve rispettare alcun requisito costruttivo di tipo acustico. Distinti saluti
Buongiorno volevo cortesemente sapere se le associazioni culturali sportive dilettantistiche senza lucro sono esentate dalla valutazione d'impatto acustico, soprattutto se la loro attività principale è la danza e usano musica amplificata. Grazie mille
Salve, questa tipologia di attività è obbligata a presentare la valutazione di impatto acustico. Distinti saluti
Buongiorno, mi è capitato il caso di un ampliamento con piano casa di un'abitazione, nello specifico la chiusura di una veranda. La previsionale acustica va fatta solo sulla parte interessata dall'ampliamento o su tutto l'appartamento? Ringrazio anticipatamente, saluti.
Salve, la Valutazione Previsionale di Clima Acustico va fatta su l'intera unità abitativa. Distinti saluti
Buongiorno, mi sto occupando di una previsionale acustica relativa alla costruzione di una abitazione unifamiliare che confinerà con un edificio esistente (costruzioni indipendenti tra loro). Le verifiche da fare sono solo quelle relative a considerare l'abitazione da costruire come ricevente o devo verificarla anche come emittente nei confronti del vicino che già esiste? Grazie
Salve, bisogna considerarla come solo ricevente. Distinti saluti
Buongiorno, volevo sapere se per la redazione della documentazione acustica esiste il conflitto d'interesse come per la termica, ovvero, vorrei sapere se posso firmare il certificato acustico per l'agibilità di casa di mio padre essendo io tecnico competente in acustica... GRAZIE
Salve, non credo ci siano problemi. Distinti saluti
Buongiorno volevo chiedere in caso di rumori stradali dovuti al traffico di motorini con marmitte modificate a tutte le ore anche di notte, è possibile reclamare in comune per salvaguardare il sonno e tutelare le orecchie dai rumori molesti? Quale è il limite in decibel per ottenere un intervento pubblico per ridurre i rumori notturni provocati da motorini fracassoni? grazie.
Salve, deve innanzitutto verificare quale è la classe acustica del territorio comunale in cui ricade la sua abitazione. La classificazione le dirà il limite di decibel previsto. Dopodichè dovrà incaricare un tecnico per rilevare le immissioni di rumore e stabilire quindi se tale limite è superato. Con tale perizia potrà infine rivolgersi al Comune. Distinti saluti
Buongiorno, devo intervenire su di un capannone industriale per creare delle nuove finestre a nastro nei locali uffici... Il Comune mi richiede il certificato acustico di progetto... Ora mi chiedo... Devo verificare solamente la parete e l'infisso su cui intervengo oppure devo modellare l'intero capannone? Grazie della risposta.
Salve, credo lei debba modellizzare tutto l'intero capannone e verificare il rispetto dei requisiti acustici passivi secondo la destinazione d'uso del caso specifico. Distinti saluti
Buongiorno a tutto il forum, sono massimo di verona, chiedo consiglio per risolvere questo assilante problema. Ho comprato un appartamento al primo piano di una palazina di 13 appartamenti, al piano terra c'è un panificio che dà alla strada, dietro c'è l'appartamento in questione. In pratica la mia parete affianca quella del panificio. Il panificio in questione è diventato un alimentari, ha un bancone pasticceria e due frighi per bibite, di cui uno con 6 ruote, l'altro con 4, tipo modelli di 10 anni fà. Oramai il rumore che provocano in vibrazioni entra a casa mia, e nonostante siamo riusciti parlando con il titolare del negozio, che preciso sono in affitto....; spengono il frigo piu rumoroso alla sera e lo riaccendono alle 7 della mattina quando aprono l'attività , per cui di giorno abbiamo il rumure del motore sempre, e alcune sere si dimenticano di spegnerlo... alla fine non hanno risolto niente, perche siamo in balia della commessa. L'amministratore ha fatto poco e niente.
Salve la vostra unica soluzione è procedere con una perizia fonometrica privata finalizzata alla valutazione delle immissioni di rumore nellaprorpietà privata ai sensi dell'art. 844 del codice civile per il quale vige il principio della normale tollerabilità. Distinti saluti
Ciao a tutti, mi è stata commissionata una valutazione di impatto acustico di un immobile da una persona che mi ha già permesso di effettuare diversi lavori. Siccome è la prima volta che mi capita, non volevo dirgli di no e ho accettato di svolgere questa relazione, sia per poter racimolare qualche spicciolo che per ampliare le mie competenze, essendo io un professionista abbastanza giovane e alle "prime armi". C'è qualcuno che sa come si imposta, che strumenti servono, cosa si deve fare al sopralluogo nell'edificio, insomma come realizzare la relazione rumore DCPM del 05/12/97 a grandi linee? Grazie mille in anticipo a chi mi vorrà dare un consiglio :-)!!
Salve, qui trova una breve ma chiara guida sul da farsi. Tenga conto che le serve una strumentazione specifica che ha un considerevole costo sia di acquisto che di noleggio. Distinti saluti
Buongiorno, sono proprietario di un box realizzato su piano stradale, situato all'interno di area condominiale ma con corpo a se stante. La struttura del box è quindi totalmente indipendente da quella degli edifici adiacenti, gli appartamenti più vicini sono a circa dieci metri di distanza. Volendo utilizzare questo box per lo studio di una batteria acustica ritengo che, in assenza di opportuni provvedimenti di insonorizzazione, da applicare a pareti e soffitto e all'apertura (basculante), sia impossibile evitare la propagazione del suono all'esterno, in particolare per le frequenze medio basse caratteristiche di questo strumento. I costi di un intervento di insonorizzazione efficace sarebbero, d'altra parte, molto elevati. Non volendo quindi affrontare queste spese, vorrei sapere se i rumori percepibili all'esterno, di cui nell'attuale situazione non conosco l'esatta intensità perchè non ho effettuato misurazioni, sono compatibili con la normativa esistente. Resta inteso che, con la logica del buon senso, limiterei l'uso della batteria agli orari diurni, nel rispetto di eventuali fasce orarie indicate nel regolamento condominiale. Grazie per la risposta. Cordiali Saluti
Salve, tenga presente che l'emissione sonora di una batteria acustica nel punto di emissione si aggira attorno a 110 dB nelle condizioni peggiori di esericizio, pertanto prevedo suppergiù unaemissione sonora presso i ricettori più vicini pari a circa 60 dB. Le servirebbe dunque abbattere una decina di dB almeno. Potrebbe farlo concentrandosi su una buona insonorizzazione fatta in casa (a basso costo quindi) solo sull'apertura del locale, ovviamente chiudendo ogni eventuale finestra. Distinti saluti
Buongiorno, abito in condominio e da alcuni tempi alla sera, soprattutto durante le ore notturne, si sentono rumori provenire da un altro appartamento confinante, come se fosse la lavatrice. Posso tutelarmi in qualche modo al fine di evitare che questa situazione possa protrarsi nel tempo? Grazie
Certamente, effettuando una perizia fonometrica privata finalizzata alla valutazione delle immissioni di rumore nellaprorpietà privata ai sensi dell'art. 844 del codice civile per il quale vige il principio della normale tollerabilità. Distinti saluti
Salve, per la ristrutturazione ed il cambio di destinazione d'uso di un locale all'interno di un condominio abbiamo prodotto un certificato acustico di progetto. Ad oggi i lavori sono terminati e i tecnici si accingono a chiudere i lavori. Per quanto riguarda l'acustica che materiale bisogna produrre per ottenere l'agibilità? Grazie per la risposta. Saluti.
Salve, per gli adempimenti di legge occorre presentare una valutazione di collaudo dei requisiti acustici passivi dell'edificio effettuata e redatta ai sensi del DPCM del 05/12/1997. Distinti saluti
Buon giorno, da alcuni anni ho ereditato un locale commerciale, mi dicono che il contratto è stato per l'affitto dei soli muri. Chi lo ha in gestione lo ha trasformato in un bar, dove alle volte usano musica e karaoke. Il conduttore del bar possiede tutte le autorizzazioni rilasciate dal comune nel 2004. Ora però il proprietario dell'appartamento adiacente al locale si lamenta perchè dice di sentire la tv e il karaoke. Premetto che questo appartamento è stato ristrutturato recentemente con il rifacimento dei pavimenti, nonché soppressioni di pareti. Quindi anche con soppressione di stanze rispetto alla vecchia disposizione. Inoltre originariamente, è una costruzione degli anni 60, anche l'appartamento in questione, era un locale commerciale, con un'altezza superiore a quella di un appartamento. Al proprietario che si lamenta ho chiesto se avesse dotato l'appartamento di una protezione acustica passiva, ma la risposta è stata che è il bar che fa rumore ed è il bar a dover essere isolato ma ggiormente. La domanda è, non era obbligatorio che anche l'appartamento fosse isolato e quindi l'isolamento acustico passivo non servirebbe anche ad attenuare i rumori provenienti dall'esterno? Posso pretendere cha anche l'appartamento abbia la protezione acustica prevista? Grazie della risposta.
Salve, la questione è estremamente controversa. Da una parte c'è l'art. 844 del codice civile che dice che nessuno può immettere nella proprietà privata degli altri una rumorosità che ecceda la normale tollerabilità (la quale in questo suo caso potrebbe risultare violata); ma dall'altra parte vige il principio del "chi prima arriva". Personalmente io darei la priorità al principio del "chi prima arriva" inquanto non credo sia lecito inputare all'attività commerciale preesistente le responsabilità di una violazione di legge che è stata posta in essere DOPO il regolare adempimento di tutte le pratiche autorizzative e per via della comparsa di una nuova abitazione prima inesistente. Distinti saluti
Salve, la contatto per farle una domanda puramente tecnica... Quando modello un certificato acustico di progetto devo inserire anche le porte interne? Molti lasciano le pareti continue senza porte interne... Lei cosa ne pensa? Grazie per la risposta.
Salve, io personalmente ritengo che il legislatore ed il normatore si siano accordati nel disporre le metodologie di misura ed i limiti di legge in considerazione del fatto che poi sulle pareti verticali potrebbero essere installate delle porte. Quindi credo che i colleghi operino nel senso giusto. Distinti saluti
Buon giorno, dovrei ristrutturare tramite demolizione e ricostruzione un piccolo fabbricato indipendente di circa 30 mq adibito a cantina. Il comune mi richiede il rispetto delle caratteristiche acustiche passive previste per le abitazioni dal DPCM del 97, ma se è vero che la cantina è a servizio di un abitazione, è pur vero che ne è completamente separata. Ritengo assurdo dover ottemperare a tale normativa. Il decreto è molto sintetico e non sono specificati mi sembra i casi particolari di cantine e autorimesse private. Grazie per la risposta
Salve, guardi, a parer mio, se era una cantina e continuerà ad essere una cantina, non dovrebbe ottemperare a tale normativa. Distinti saluti
Buongiorno, abito al piano primo di una palazzina bifamiliare. Il piano sopra è stato ristrutturato (pavimenti, tubazioni riscaldamento, bagni) senza attenzione al problema del rumore. Subito dopo i lavori sono aumentate le emanazioni sonore, ovvero ho iniziato a sentire anche rumori che prima non si udivano (per intenderci si sente il rumore del gatto che scende dal letto). Poiché i reiterati tentativi di far cessare le emissioni di rumore non hanno sortito effetto ma solo minacce nei miei confronti, chiedo se per legge fossero obbligati all'isolamento acustico in fase di lavori (2006). Grazie per l'attenzione.
Salve, trattandosi di una ristrutturazione che non ha riguardato la modifica di solai e di pareti (per quanto mi sembra di capire), la progettazione dei lavori non aveva l'obbligo dell'ottemperanza ai limiti previsti dal DPCM 14/11/1997 riguardo i requisiti acustici dell'edificio. Resta il fatto che tali limiti (nel caso la costruzione risalga a dopo il '97) spetta al costruttore. Distinti saluti
Salve, sono la proprietaria di un appartamento e da qualche tempo il figlio dell'inquilino di sopra suona la batteria elettrica. Ho tollerato per un po', ma la pazienza ha avuto un limite. Ne ho parlato con il padre il quale ha riferito di aver fatto tutto quello che doveva per non arrecare danno acustico. Il suo fare è stato sollevare la BATTERIA con un tappeto e una lastra di polistirolo alta circa 5 cm. Il suo martellamento che va dalle tre alle quattro ore si sente benissimo e, nonostante la mia TV accesa, il tamburellamento persiste così da entrare nella testa e non riuscire neanche a pensare perchè il ritmo cattura i neuroni e ne fa gioco in sincronia. Pace e tranquillità abbandonano la mia casa così come la mia mente. Parlando con l'amministratore è venuto fuori che gli strumenti a percussione, a maggior causa di quelli a fiato, sono indiscutibilmente boicottati e il tipo in causa deve assolutamente insonorizzate il suo possedimento immobiliare. Mi conferma tale risoluzione? Devo c itarlo per danni morali e biologici? La ringrazio del tempo a me concesso.
Salve, innanzitutto, solo per fare maggiore chiarezza, credo che la batteria in questione non sia elettrica ma acustica. Le batterie elettroniche infatti sono insonorizzate e suonano solo in cuffia. Ma veniamo a noi: certamente esiste una legge che definisce un limite al rumore che chiunque può introdurre in casa sua. Mi viene difficile pensare che una batteria acustica possa rientrare in tale limite, notoriamente conosciuto come "Limite della Normale Tollerabilità" ex. art. 844 c.c.. Pertanto il mio suggerimento è quello di effettuare una perizia fonometrica e valutare se sussiste innanzitutto il superamento del limite. Nel caso di un accertato superamento coinvolgerei la parte avversa esortandola ad insonorizzare l'ambiente dedicato all'esercizio della batteria. Dopodiché, qualora non si dovesse giungere ad un bonario e sensato accordo, potrà, come dice lei, rivolgersi ad un avvocato per tentare di risolvere la questione per via legale. Distinti saluti
Salve, vorrei sapere se, nel caso in una attività subentri un nuovo titolare, la perizia fonometrica relativa a tale attività in cui nulla è mutato, è necessario rifarla ed intestarla al nuovo titolare o è valida quella che aveva fatto fare il vecchio titolare? Esiste un riferimento normativo? Distinti saluti.
Salve, la voltura prevede una nuova valutazione di impatto acustico perchè le dichiarazioni fatte nel precedente impatto acustico non sono più valide poichè fatte da altra persona. Per quanto riguarda il Comune di Roma quanto detto lo trova alla pagina 9 del pdf "Guida alla compilazione dei modelli A/s, B/s, C/s, D/s in materia di impatto acustico ambientale" scaricabile al seguente link del Comune di Roma: http://www.comune.roma.it/servizi/get/riepilogo.action?idOperazione=1503745&idAttivita=69040. Distinti saluti
Un imprenditore che già svolge una attività per cui "era" obbligatorio che avesse il nulla osta per l'insediamento della sua azienda, mi chiede di dover procedere ad una Valutazione di Impatto Acustico Ambientale dal momento che l'Asl gliela ha richiesta! La domanda è: si parla di valutazione previsionale o di clima acustico? Secondo me nessuna della due. Quindi?
Salve, si tratta di una Valutazione di Impatto Acustico, non previsionale. Distinti saluti
Salve, vorrei sapere se per legge devo applicare il tappetino acustico anche al solaio del piano terra a contatto con il terreno (quindi no box e no cantine), per evitare che le onde sonore si propaghino su tutta la struttura, oppure non è necessario. Grazie
Buongiorno, la pressione sonora che investe il pavimento si trasmette anche alle pareti verticali, e da esse si propaga in tutta la struttura. Quindi serve non tanto un sistema di isolamento aereo del solaio bensì un disaccoppiamento fonoisolante tra il solaio e le pareti verticali ad esso collegate. Distinti saluti
Salve, ho un quesito a riguardo della certificazione del mio impianto audio. Sono un dj e il proprietario del locale ha deciso di farmi mettere musica non dentro il locale ma su suolo pubblico e mi ha chiesto la certificazione dell'impianto audio. A chi mi devo rivolgere? E sopratutto la devo richiedere io o il padrone del locale?
Salve, se lei è un dipendente del locale allora è il locale che deve presentare l'impatto acustico. Se invece opera su incarico specifico allora deve provvedere lei ma la responsabilità decade su entrambi i soggetti. Per certificare l'impianto audio deve rivolgersi ad un Tecnico Competente in Acustica regolarmente iscritto presso un albro regionale. Distinti saluti
Salve, ho un quesito riguardo alla norma ISO 9613. Sto valutando il livello continuo equivalente di pressione sonora DownWind di una sorgente che ha ad una distanza di una ventina di metri un muro. Ovviamente devo considerare nel punto in cui si trova il ricevitore anche la riflessione dovuta alla presenza del muro. Tratto quindi la sorgente immagine come se fosse una sorgente normale, ed inserisco le varie attenuazioni (per es. del terreno) dipendenti dal sistema sorgente immagine-ricevitore, e non più dal sistema sorgente ricevitore?
Salve, deve considerare entrambi i sistemi dal momento che la configurazione finale è frutto della somma delle due linee di propagazione, su ciascuna delle quali applicare le relative attenuazioni. Distinti saluti
Buon giorno, la contatto nella speranza di avere riscontro a quanto espongo di seguito: abito dal 2011 in una abitazione confinante con una azienda che usa muletti all'interno ed all'esterno provocando tutto il giorno fin dalle prime ore del mattino ore 6.30 e fino a tarda sera ore 22.30, un disturbo continuo con le cicaline dei muletti, capisco che tale strumento serve per la tutela dei lavoratori ma gli abitanti delle abitazioni confinanti devono sopportare questo rumore snervante che disturba il sistema nervoso. Le chiedo se l'azienda deve rispettare gli oari di silenzio come dettato dalla normativa del comune in cui risiediamo. La ringrazio e invio cordiali saluti.
Salve, l'attività in questione deve rispettare innanzitutto la Legge Nazionale sull'inquinamento acustico, pertanto deve rispettare presso le abitazioni vicine i limiti previsti dalla legge vigente. Le consiglio di rivolgersi dunque all'ARPA di competenza o ad un tecnico esperto per verificare l'ottemperanza ai suddetti limiti. Distinti saluti
Gentile esperto, Le propongo una variante all'esempio del capannone citato precedentemente. Il capannone che produce le emissioni è un quadrato di lato 100metri. Avendo rilevato alla distanza di 20 metri da un lato un valore di Lp pari a 75dB debbo calcolare l'attenuazione subita alla distanza di 50 metri dallo stesso lato. Ipotizzando le emissioni concentrate sul lato in questione ottengo che il livello si attenua al valore di 67dB. Se invece considero le emissioni concentrate nel baricentro del capannone debbo considerare che il punto di rilevo dista 70 metri dalla sorgente e il punto di calcolo dista 100 metri ottenendo pertanto una attenuazione che si attesta sul valore di 72dB. Quale delle due strade può essere considerata corretta? O debbono essere introdotti criteri di calcolo più rigorosi? Grazie
Salve, nel primo caso del suo esempio lei considera la distanza di 20 metri dal perimetro. Lei può fare il calcolo con questo dato solo se la sorgente prevalente di rumore si trova sul perimetro (prima strada). Ma se non è così allora deve considerare la sorgente idealmente centrata nel centro del capannone (seconda strada). Quindi la divergenza dei risultati si spiega così: nel primo caso abbiamo 67 dB a 50 metri su quel lato ma meno di 60 dB su tutti gli altri lati. Nel secondo caso invece abbiamo 72 dB a 50 metri su quel lato e sempre 72 su tutti gli altri lati. Distinti saluti
Salve....un bar del centro 1/2 volte a settimana (nel periodo estivo) svolge dei karaoke all'aperto per allietare i clienti. Mi chiedo ...un cittadino che abita a 100 m di distanza fa la denuncia per inquinamento acustico al titolare del bar rivolgendosi al comune. Come funziona in questo caso??? Mi pare di aver capito che a questo punto il comune si rivolga all'ARPA per gli accertamenti del caso oppure ai vigili urbani o a un tecnico esterno. Mi date conferma di cio?
Salve, una volta fatto l'esposto al Comune possono intervenire sia i Vigili Urbani che l'ARPA. La differenza è che i Vigili Urbani controllano la regolarità delle autorizzazioni riguardanti l'inquinamento acustico. Il locale infatti deve possedere una regolare valutazione di impatto acustico protocollata dal Municipio di competenza. L'ARPA invece interviene con delle rilevazioni fonometriche vere e proprie per accertare il superamento o meno dei limiti di legge. Distinti saluti
Buongiorno, la normativa acustica fa differenza tra requisiti da rispettare per interventi di restauro/risanamento conservativo e ristrutturazione? E' vero che c'è stato un lasso di tempo in cui la normativa stessa non era in vigore? Parliamo di un immobile del primo Novecento, per il cui rimaneggiamento il Permesso di Costruire è del 2009. C'era l'obbligo di redigere il progetto acustico? I Comuni devono richiederlo? Grazie e scusi le tante domande.
Salve, la normativa sui requisiti acustici passivi si applica per nuove edificazioni o per ristrutturazioni pesanti, cioè opere che intervengano su pareti verticali, solai o altri elementi strutturali la cui posa influisca sulla trasmissione del rumore. Sì c'è stato un lasso di tempo di un paio di anni in cui il D.P.C.M. del 05/12/1997 non risultava in vigore. Se il permesso a costruire è del 2009, essendo dopo il 1997, la normativa si applica con annesso obbligo di osservanza dei requisiti acustici (quindi non necessariamente il progetto acustico). I Comuni a parer mio dovrebbero richiederlo. Distinti saluti
Buongiorno, la contatto nella speranza di avere un suo cortese riscontro a quanto esposto di seguito. Abito dal 1995 al piano primo di un condominio costruito nel 1968. L'appartamento è stato sempre silenzioso fino a qualche anno fa, quando nell'appartamento soprastante al mio è subentrato il nuovo proprietario che ha provveduto a ristrutturarlo totalmente (sostituzione pavimenti, impianti idrico-sanitario, ecc.). Da allora provengono dall'appartamento del piano superiore rumori che arrecano disturbo, provocati principalmente da uso di calzature rigide (come scarpe e/o zoccoli di legno), spostamenti di mobilia (divani, sedie, ecc.), caduta sul pavimento di corpi rigidi (giocattoli, palle, ecc.), lavatrice particolarmente rumorosa (utilizzata anche oltre le ore 22.00), utilizzo di sciacquone e rubinetti del bagno (anche ben oltre le ore 23.00). Fermo restando il comportamento incurante dei signori del piano superiore, io credo che essi abbiano realizzato i lavori di ristrutturazione senza avvalersi di tecnici e imprese specializzate e realizzando i lavori non a regola d'arte. Quindi, probabilmente l'appartamento non soddisfa i requisiti imposti dalle Leggi vigenti, specie quelli acustici. In particolare, da quel che mi risulta il pavimento è stato realizzato senza inserire il tappeto fono-assorbente. Inoltre, durante la ristrutturazione è stata variata la suddivisione interna dell'appartamento, demolendo varie pareti interne per unire più locali e realizzarne uno molto più grande (open space) che probabilmente introduce anche effetti di eco/rimbombo. Le chiedo cortesemente un suo parere/consiglio a riguardo.
Salve. Il D.P.C.M. del 05/12/1997 sui requisiti acustici passivi degli edifici si applica non solo in caso di nuove realizzazioni ma anche in caso di ristrutturazioni pesanti come il caso da lei descritto. Pertanto il proprietario dell'appartamento ristrutturato avrebbe dovuto eseguire i lavori in ottemperanza al predetto decreto. Dunque lei ha un riferimento di legge molto chiaro di cui avvalersi in caso di contenzioso con il vicino. Ovviamente "fermo restando il comportamento dei vicini" come dice lei... Distinti saluti
Buonasera, rilevo immissioni rumorose nel mio appartamento provenienti da un sovrastante bagno aggiuntivo realizzato da un altro condomino del palazzo che particolarmente nelle ore notturne, interferiscono con il riposo mio e della mia famiglia in quanto per ogni uso degli scarichi (WC/Doccia/Lavandino) si attiva un trituratore elettrico deputato a pompare i liquami alla distante colonna che provoca rumore e vibrazioni. Da una misurazione effettuata con Fonometro non professionale e omologabile rilevo un superamento di 3 dB del rumore di fondo. Quali iniziative possibili per risolvere questo inconveniente? Grazie
Salve. Dovrebbe procedere ad una Valutazione dei Requisiti Acustici Passivi degli Edifici ai sensi del D.P.C.M. del 05/12/1997 con particolare attenzione al requisito Lid (Livello di rumore da impianti a funzionamento discontinuo) e, nel caso, rivalersi contro il costruttore se l'installazione del trituratore non è antecedente la data di entrata in vigore del decreto predetto. Distinti saluti
Buongiorno. La mia abitazione (due livelli più garage/cantina) è stata edificata nel 1983/84. Le norme per l'acustica furono rispettate con le leggi del tempo. Ora vorrei dividere la proprietà con mia figlia e il Comune mi richiede la relazione acustica. Ma se la casa è stata fatta 30 anni fa con le regole di allora, posso semplicemente inviare una autocertificazione con la copia della documentazione dell'epoca? Grazie infinite
Salve. La legge sui requisiti acustici passivi degli edifici è entrata in vigore il 05/12/1997 quindi la documentazione dell'epoca va benissimo e non serve altro. Distinti saluti
Gentile esperto,
parliamo di limite di emissione, ovvero: nel valutare il rispetto del suddetto limite è corretto considerare come singola sorgente l'azienda nel suo complesso?

Dunque, dipende dalla situazione specifica: se volessimo considerare l'intera azienda come sorgente globale ne conseguirebbe che il centro di propagazione di tale sorgente ricadrebbe nel punto geograficamente centrale dell'area occupata dall'azienda. Tale scelta, specie nel caso in cui l'azienda ricopra un'area molto vasta, comporterebbe che, al perimetro, il livello di emissione dedotto risulterebbe correttamente stimato solo nel caso in cui non vi siano sorgenti di rumore specifiche se non proprio nel centro dell'area. In altre parole, se ho una sorgente specifica vicina al perimetro essa determina un livello di emissione al ricettore molto più alto rispetto a quanto si dedurrebbe collocando idealmente la sorgente globale al centro dell'azienda. Un piccolo esempio per concludere: se la mia azienda è un capannone quadrato lungo 100 metri ed ha quattro motori di aspirazione da 70 dB posti nei quattro punti cardinali perimetrali, allora ho due configurazioni:
a) Se identifico l'intera azienda come unica sorgente ottengo che la sorgente globale produce 76 dB a partire dal centro geografico per cui all'ipotetico ricettore che sta sul confine arrivano 42 dB
b) Se non identifico l'intera azienda come unica sorgente ottengo che all'ipotetico ricettore arrivano i 70 dB del motore a lui vicino.
Come vede i risultati sono molto diversi ma il primo è sbagliato. Se invece la lunghezza del capannone fosse di 5 metri quell'errore diventerebbe quasi trascurabile. Distinti saluti

Gentile esperto,in qualità di Tecnico Competente in Acustica Ambientale mi è stata chiesta una relazione di impatto acustico per un cantiere temporaneo al fine di presentare un'autorizzazione in deroga (vista la criticità del sito) per il restauro e risanamento conservativo in una zona A (insediamento di interesse storico...). Sinceramente mi sono sempre solo occupato della verifica dei requisiti acustici passivi degli edifici e questa è la seconda volta che mi occupo di una tale valutazione. Otto anni fa mi occupai di un cantiere a terra dove furono considerati i recettori più prossimi proprio oltre il confine del cantiere stesso essendo zone utilizzate da persone e comunità. Il lavoro che andrà eseguito consiste nella realizzazione di un nuovo solaio di copertura, dell'apertura di un lucernario, della sostituzione di infissi interni ed esterni. L'unità abitativa si trova all'interno di un condominio. I quesiti sono: i recettori più prossimi sono naturalmente gli appartamenti adiacenti? I rilievi fonometrici vanno eseguiti in uno di questi appartamenti? Nel calcolo della pressione sonora quale distanza va considerata (nel lavoro che feci usai la distanza tra i macchinari e il confine più prossimo)?
Salve, i ricettori sensibili più vicini sono sicuramente gli appartamenti adiacenti all'unità immobiliare in cui sarà eseguito l'intervento. Presso tali ricettori sensibili dovrà calcolare il livello differenziale di immissione. Inoltre tali punti di misura corrispondono ai punti ove calcolare il livello di emissione ed il livello assoluto di immissione poichè sicuramente rappresentano gli spazi adibiti a persone e/o comunità più vicini e più influenzati dall'attività di cantiere. Per qunato riguarda il calcolo delle distanze, se lei identificherà l'intero cantiere come un'unica sorgente complessiva di rumore allora dovrà prendere il punto centrale del cantiere e calcolarne la distanza dal punto più vicino degli ambienti abitativi adiacenti. Distinti saluti
Vorrei sottoporre il mio caso e vedere se esiste una soluzione. Abito al primo piano e proprio di fronte a casa mia, dall'altra parte della strada, ci sono laboratori artigiani che non arrecano alcun disturbo. Uno di questi laboratori però è stato affittato a un folto gruppo di persone che ne hanno fatto la sede della loro chiesa. Le funzioni fisse sono quelle del mercoledì sera venerdì sera e domenica mattina poi ci sono altre serate variabili e alcuni pomeriggi in cui qualcuno viene a fare le prove. Sì a fare le prove perchè le funzioni che durano in media tre ore sono principalmente cantate con accompagnamento di percussioni e altri strumenti, il tutto amplificato. Anche la predicazione è, come accade negli stati uniti, amplificata e urlata. Alla fine di ogni funzione le persone si fermano a lungo a parlare con toni altissimi e con miriadi di bambini che, giocando, urlano. In inverno si riesce a sopravvivere ma con l'arrivo del caldo con le finestre aperte da parte mia e la porta del laboratorio da parte loro, la faccenda è veramente insostenibile, sembra di averli in casa, non si riesce a parlare nè a sentire la televisione. In più ho un cane e due gatti che diventano nervosi. Non so cosa dica il regolamento del mio comune circa i rumori molesti, ma comunque qui non si vive più. Cosa posso fare?
Salve, lei sta di fatto subendo all'interno della sua proprietà privata delle immissioni di rumore che potrebbero essere superiori alla normale tollerabilità di cui all'art. 844 del Codice Civile. Non le resta che procedere ad una verifica fonometrica per valutare se il disturbo è tollerabile (cioè deve sopportarlo pazientemente) o non tollerabile (cioè la legge può intervenire in suo favore). Distinti saluti
Buongiorno. Il proprietario di un bar decide di effettuare nel proprio locale intrattenimenti musicali di tipo Karaoke a cadenza settimanale o quindicinale servendosi di animatore esterno che mette a disposizione il proprio impianto di diffusione. Tale impianto è in grado di produrre emissioni di picco superiori a 121 dB. La domanda è la seguente: fermo restando che si ritiene necessario che il proprietario del locale provveda a redigere la valutazione di impatto acustico di tali eventi a firma di tecnico abilitato in quanto questi di carattere ricorrente anche se non continuativo rispetto alla normale attività dell'esercizio, si richiede se sia necessario che l'impianto utilizzato sia conforme alle verifiche di cui al DPCM 215/99 (Regolamento requisiti acustici delle sorgenti sonore nei luoghi di intrattenimento ...etc...). In tal caso mi pare di capire, leggendo gli argomenti trattati nel forum, che debba essere l'animatore che fornisce l'impianto a farsi carico di produrre tale documentazione. E' corretto? Se l'animatore esegue l'intrattenimento con impianto sprovvisto di documenti di verifica, quali conseguenze possono essere imputabili al titolare dell'esercizio? Grazie.
Salve. Il proprietario del locale deve innanzitutto effettuare la valutazione di impatto acustico e, al suo interno, contemplare anche l'emissione sonora dovuta all'intrattenimento musicale. Se si rileva un superamento dei limiti, dato che si tratta di eventi a carattere stagionale e non continuativo, è possibile richiedere al Comune una autorizzazione in deroga ai limiti la quale viene sottoposta al parere dell'ARPA di competenza. Per quanto riguarda il DPCM 215/99, esattamente come dice lei, è il proprietario dell'impianto a doversi fare carico della valutazione redatta ai sensi del decreto. Tuttavia, nel caso le autorità rilevassero la carenza di tale documentazione, anche il proprietario del locale ne risponderebbe "in solido" con il proprietario dell'impianto. Infatti il proprietario del locale non deve autorizzare l'utilizzo di impianti non valutati idonei al DPCM 215/99. Cordiali saluti.
Buongiorno. Se si dispone di un impianto di amplificazione il cui max SPL è pari a 120dB, è possibile prevedere le massime emissioni possibili in uscita in funzione del livello di regolazione del volume? Grazie
Salve, il valore che deve cercare per poter fare due calcoli circa l'opportunità o meno dell'utilizzazione della cassa non è il max SPL ma è la sensibilità (o efficienza). Essa definisce quanti decibel vengono prodotti con 1 Watt di potenza erogata ed a 1 metro di distanza. E' un parametro con una indicazione del tipo xxx dB/1W/1m. Conoscendo questo valore potrà fare tutti i calcoli che desidera: a tal scopo deve ricordare che ad ogni raddoppio di potenza la pressione sonora aumenta di 3 dB. Se ad esempio il suo diffusore ha una sensibilità di 90 dB, che ricordo si riferiscono a 1 Watt di potenza, i decibel diventeranno 93 se eroga 2 W, 96 dB se eroga 4 W, 99 dB se eroga 8 W e così via... Tutto ciò vale ad un metro di distanza. Per calcolare la pressione sonora a seconda delle varie distanze, deve sapere che per ogni raddoppio di distanza si perdono 6 dB. Quindi se abbiamo 100 dB a 1 metro, ne abbiamo 94 a 2 m, 88 a 4 m, 82 a 8 m e così via. Spero d'esserle stato di aiuto.
Gent.mi, ho visto in alcune valutazioni rischio rumore in ambiente lavorativo, che il TCAA ha spedito per conto della ditta una comunicazione all'ASL riferita alla postazione con superamento 89 dB (o forse 87). Non ho però copia di queste comunicazioni, ma solo della ricevuta di ritorno ASL. Sussiste ancora questo o un simile obbligo? Se sì, va effettuata la comunicazione per il superamento in dB(A) o dB(C)? Nel d.lgs. 81/08 non vi trovo traccia. Forse era un adempimento di precedenti leggi che questo TCAA continua a seguire ancorché si tratti di adempimento ormai "superato"? Grazie in anticipo del chiarimento che vorrete darmi.
Dunque, innanzitutto non esiste alcuna ragione per cui il TCAA possa comunicare direttamente alla ASL alcunché: tutte le valutazione dei rischi, tra cui il rumore, sono a carico del datore di lavoro il quale si può avvalere, se lo ritiene opportuno, della consulenza specifica di un TCAA (Tecnico Competente in Acustica Ambientale). Ma il professionista non può entrare in relazione diretta con alcun organo di controllo. A parte questo, il valore comunicato sarà stato sicuramente quello di 87 dB, in scala di ponderazione A, in quanto tale è il limite di esposizione giornaliero al rumore. Cordiali saluti.
Buongiorno. Da qualche anno, come RSPP, ho effettuato valutazioni del rumore utilizzando fonometro in Classe 1 e sfruttando l'applicativo software incluso nel gestionale che utilizzo per le valutazioni rischi ex d.lgs. 81/08. Ho anche inserito valutazioni di confronto con quelli di TCAA esterni, e i risultati sono sempre stati coerenti (il TCAA lo chiamo nelle ditte complesse, per via delle sue maggiori competenze in acustica; io infatti mi limito alla assistente di ditte in cui faccio prevenzione, non mi occupo di valutazioni impatto ambientale).
Fino a qui tutto ok.
Da qualche mese il software si è aggiornato richiedendo di inserire i dati fonometrici in "bande di ottava"; di fatto l'applicativo mi aiuta in questo senso: in passato inserivo i rilievi, il sistema faceva il calcolo; ora mi vengono concesse due possibilità: inserire i dati in ottave (su scala Hz da 63 a 8000) oppure inserire i valori in Leq dB(A) e il programma fa il calcolo al contrario ottenendomi i valori nelle bande di ottava. Ho fatto un controllo incrociato simulando una precedente valutazione, i risultati sono pressoché identici (ci sono discrepanze per circa 0,1 dB ma i risultati in classe di rischio sono praticamente gli stessi). Vi chiedo: può andar bene sfruttare questa metodologia di inserimento dati lasciando al programma di calcolare i dB in bande di ottava partendo da una misurazione media? E soprattutto: sono obbligato a utilizzare i filtri passa-banda o posso continuare con il mio fonometro in classe 1 seppur ne sia privo? E' cambiata la norma tecnica? Mi riuscite a dare l'estremo legale giusto di riferimento? Mi potete citare cosa dice sul punto specifico? Grazie mille!! Sono giorni che ci rifletto facendo calcoli anche a mano, ma il dubbio mi resta e la software house non vuole rimettermi la vecchia versione di software che non aveva le bande di ottava ma faceva solo i calcoli di Leq(8h) eccetera. Buon lavoro a tutti!

Salve, nella sua domanda scorgo qualche anomalia! Le assicuro che è letteralmente impossibile che il software calcoli gli otto valori di banda a partire da un unico valore input di LAeq. Sarebbe come dire che inserendo il risultato di una somma il software indovini i valori dei singoli addendi. Ci deve essere qualche incomprensione. Inoltre il cambiamento di normativa, avvenuto in seguito alla pubblicazione delle Norme UNI EN ISO 9612:2011 e UNI 9432:2011, non riguarda l'oggetto della sua domanda bensì il numero, la durata e la metodologia dei campionamenti di rumore. Cercando di aiutarla a districare i suoi dubbi mi viene in mente che probabilmente il suo software le chiede l'inserimento degli otto valori di banda al fine di procedere al calcolo dell'attenuazione fornita dagli otoprotettori. Ma se così fosse servirebbero altri dati di cui lei non fa menzione. Quindi non mi resta che dirle di contattarmi telefonicamente in modo da poter capire meglio la natura del suo problema. Cordia li saluti
Buongiorno, gentilmente vorrei sapere un'informazione tecnica: dove abito, presso il mio condominio, confina a piano terra una tintoria che emana fumi di scarico maleodoranti. Preciso che ci sono rumori anche da parte dei macchinari, come dovrei comportarmi? Distinti saluti.
Salve, l'art. 844 del Codice Civile stabilisce che nessuno può immettere all'interno dell'altrui proprietà, rumore e esalazioni che superino il limite della normale tollerabilità. Per quanto riguarda i rumori si può molto semplicemente effettuare una rilevazione; per quanto riguarda le esalazioni occorre rivolgersi ad un laboratorio di analisi chimiche.
Buongiorno, sono titolare di un'azienda che si occupa di amplificazione ed illuminazione. Partiamo con il cablare tutti i diffusori ed apparecchi elettronici certificati a norma con revisione periodica. A fine allestimento rilascio dichiarazione di corretto montaggio impianto audio, luci ed eventuale carichi sospesi: posso ritenermi al di fuori della dichiarazione 37/08? Grazie.
Salve, leggendo le "Dichiarazioni di conformità D.M. 37/08" credo che lei rientri tra i soggetti obbligati a presentarla. Per quanto cornerne le mie competenze, invece, io credo che lei debba munirsi di apposita valutazione di impatto acustico ai sensi del D.P.C.M. n.215 del 1999 in quanto dispone di impianto elettroacustico di diffusione sonora; pertanto è lei, in solido con il suo committente, a dover rispondere dell'eventuale inquinamento acustico inottemperante ai limiti di legge vigenti.
Buongiorno, vorrei presentare la documentazione al comune di Roma per adibire la mia casa all'attività di bed & breakfast. Potete voi farmi da tecnico competente per compilare il modello AR 1? Quanto mi verrebbe a costare il servizio? Grazie.
Salve, certamente. Ma per questo genere di quesiti è meglio se mi contatta direttamente al telefono 3291010685. Cordiali saluti.
Buongiorno a tutti, descrivo la mia situazione. Abito in un terreno e purtroppo da qualche anno a circa 60-70 metri è stato aperto uno smorzo per materiali edili. A parte il chiaro movimento ci sono i maledetti montacarichi "muletti" con il loro beep beep continuo. Il fronte della sorgente è circa 200 metri. Volevo sapere se a grandi linee è possibile fare qualcosa come un muro di cinta oppure è tutto vano viste le condizioni? Grazie.
Buongiorno a lei. La mitigazione acustica può essere effettuata in tre punti: presso la sorgente oppure lungo la via di propagazione oppure presso il ricettore. Nel primo caso l'attività rumorosa dovrebbe provvedere ad una barriera acustica eretta sul muro di recinzione perimetrale dalla parte esposta verso la sua abitazione (ma anche verso le altre abitazioni, se ce ne sono). Tale barriera dovrebbe avere un'altezza tale da impedire che ci siano onde sonore dirette tra la sorgente e la sua casa: in pratica la sua finestra più in alto e la sorgente non si devono "vedere" tra loro al di là della barriera.
La seconda opzione, ossia la mitigazione acustica lungo la via di propagazione, è molto sconveniente. La terza opzione prevede che lei si munisca di finestre con alto abbattimento sonoro e sopporti il beep - beep durante l'estate a finestre aperte.
La scelta di dove e a carico di chi effettuare la mitigazione acustica deriva dalla valutazione di impatto acustico di cui lo smo rzo dovrebbe per legge essere munito. Qualora risultasse che la sua emissione sonora sia fuori dai limiti di legge allora l'intervento di risanamento acustico spetterebbe ad essa.

Salve. Devo dividere un appartamento grande in 2 appartamentini tramite una porta divisoria che sia la più insonorizzata possibile di modo che non si senta rumore, suoni o voci fra i 2 appartamentini. Il foro muro è 170. Quindi sto cercando una porta con 2 ante, L 160 H 215. Quale porta mi consigliate: Hormann, Padilla, Proget..(insonorizzate) oppure insonorizza di più un portoncino di ingresso in legno? O blindato? O pvc ? O alluminio? Vi prego di aiutarmi perchè veramente sto perdendo mesi e mesi a cercare la porta ideale, ma non riesco a capire le differenze e quale sia la migliore per il mio caso. Grazie.
Buona sera a lei. L'unica cosa che deve confrontare per risolvere il suo dilemma è l'indice di fonoisolamento che viene garantito da ciascuna delle soluzioni possibili. Se la posa in opera è fatta a regola d'arte, quel numeretto lì è rappresentativo dell'isolamento acustico che lei sta cercando di ottenere. Cordiali saluti.
Buongiorno, vorrei sapere se su un solaio posto al piano terra (oggetto di manutenzione straordinaria: rifacimento sottofondo-impianti-massetto-pavimento), dove il piano interrato sottostante è adibito a cantina, è obbligatoria la posa del materassino fonoassorbente per i rumori da calpestio. Ringrazio e porgo distinti saluti.
Buongiorno a lei. A prescindere da quale sia la destinazione d'uso degli ambienti confinanti, lei non è obbligato ad installare un materassino fonoassorbente. La cosa importante è che lei, in qualsiasi modo, riesca a garantire un certo fonoassorbimento in ottemperanza alle prescrizioni del DPCM 5/12/97 sui requisiti acustici passivi. Se allora, invece, intendeva domandare se è obbligatorio isolare una parete a tutela di una cantina, allora la risposta è NO. Gli ambienti da tutelare sono solo gli ambienti abitativi quindi sono escluse cantine, garage, scale, persino i bagni. Cordiali saluti.
Egregio collega, devo eseguire ristrutturazioni che stimo rumorose all'interno di un appartamento. Il cantiere è sprovvisto di valutazione di impatto acustico o autorizzazione in merito. Quali sono le conseguenze sanzionatorie, in capo a quale soggetto ed erogate da chi?
Caro collega, come tutte le attività rumorose, anche la tua richiede una valutazione di impatto acustico ambientale redatta ai sensi della Legge n.447 del 26/10/1995. Ogni cantiere che avvii deve essere precedentemente autorizzato mediante presentazione di idonea valutazione di impatto acustico previsionale. Se ritieni di superare i limiti acustici vigenti, seppur per pochi giorni, ti conviene richiedere direttamente l'autorizzazione in deroga. Ma per questa servono circa 30 giorni per ottenere un parere di risposta da parte del Comune, pertanto occorre agire in anticipo. L'organo competente è l'ARPA, la multa può arrivare anche a 1000 euro.
Devo aprire una pizzeria, posso ricorrere all'utocertificazione di impatto acustico
Salve, stando al recente D.P.R. n.227/2011, la sua attività è soggetta all'obbligo di presentazione della Valutazione di Impatto Acustico nel caso lei abbia predisposto al suo interno un impanto elettroacustico di diffusione sonora ossia un qualsiasi impianto audio avente le casse staccate dal modulo principale e dislocate nel locale. Stessa cosa vale nel caso lei organizzerà eventi di pubblico spettacolo o di intrattenimento musicale e/o danzante. Se non sussistono queste due condizioni può tranquillamente provvedere all'autocertificazione. Tuttavia le consiglio di consultare un Tecnico Competente in Acustica dal momento che il Decreto stabilisce sanzioni per coloro che, pur muniti di autocertificazione, superano i limiti di legge. I condizionatori, l'impianto di ricambio aria, le cappe aspiranti della cucina possono comportare un superamento dei limiti anche in assenza di impianto audio o di spettacoli. Se si prevede un superamento dei limiti il Decreto impone comunque la presentazi one della consueta Valutazione di Impatto Acustico
Buongiorno, sto aprendo un bar e al comune mi hanno chiesto, oltre al nulla osta, anche i 40 punti dell'insonorizzazione. Cosa significa?
Salve, qui bisogna capire bene cosa fare per avere le idee chiare. Il nulla osta di impatto acustico viene rilasciato dal Comune stesso al momento della presentazione della Valutazione di Impatto Acustico a cui lei deve provvedere incaricando un Tecnico Competente in Acustica. Riguardo invece ai 40 punti, si tratta di un regolamento particolare vigente nel Comune di Roma e rivolto alle sole attività di somministrazione di alimenti e bevande, come il suo bar. A seconda della zona in cui si trova deve totalizzare un certo numero di punti per poter avviare l'attività. Nel regolamento (Deliberazione n.35/2010) sono elencati vari criteri di qualità che, se soddisfatti, le possono garantire punti. Uno di questi criteri, il numero 7, riguarda la qualità acustica del locale ma non è indispensabile soddisfarlo. Di solito si tende ad aggiudicarsi i punti relativi a questo criterio perchè sono ben 40, molto più di tutti gli altri. Detto questo, se decide di effettuare una valutazione che certifi chi la rispondenza al criterio n.7 deve incaricare un Tecnico Competente in Acustica. Questi verificherà se l'emissione sonora del suo locale è inferiore del 10% ai limiti di legge, in tal modo lei potrà raccimolare i 40 punti utili al raggiungimento della soglia minima necessaria. Il computo complessivo di punti è di seguito schematizzato:
- ZONA A: Centro storico = 170 punti
- ZONA B: Semicentro = 155 punti
- ZONA C: Periferia = 120 punti.

La mia domanda è legata ai pubblici spettacoli che vengono effettuati in piazze o vie di una città. La valutazione dell'impatto acustico occorre? E, una volta fatta da parte del Comune per la piazza X, la via Y etc..., deve essere riprodotta ogni volta che si fa una manifestazione nella piazza X, via Y etc...? Il privato organizzatore può eventualmente utilizzare la valutazione fatta dal Comune?
Salve, cominciamo col chiarire che il Comune non produce alcuna valutazione di impatto acustico bensì è il Tecnico Competente in Acustica che è un professionista incaricato dall'organizzatore (che sia pubblico o privato) di produrre tale documentazione.
Veniamo alla domanda se occorre la valutazione di impatto acustico per i pubblici spettacoli: sono obbligati a produrre una valutazione di impatto acustico tutte le attività di pubblico spettacolo (cioè con intrattenimento musicale o danzante) tranne le manifestazioni religiose, le feste laiche ed i comizi elettorali. Se, dalla perizia fatta del tecnico competente, emerge il superamento dei limiti di legge, si può avanzare un'apposita "domanda di autorizzazione in deroga ai limiti" cioè un permesso a procedere nonostante il rumore è previsto superiore ai limiti. In tal caso il Comune entro 30 giorni valuta e concede l'autorizzazione.
Veniamo alla domanda se occorre ripresentare la valutazione ad ogni nuova occasione anc he se nello stesso punto. Se sono note già le date, trattandosi dunque di attività temporanea organizzata, non occorre. Se invece non si sa ancora con precisione quando verrà ripresentato il pubblico spettacolo occorre allora rifare la domanda. Ma a quel punto, se concesso la prima volta, viene sicuramente concesso le altre volte a meno che non cambino il numero o la tipologia delle sorgenti di rumore.
Spero di esserle stato d'aiuto. Cordiali saluti.

Vorrei sapere come comportarmi con il mio vicino alquanto rumoroso, posso difendermi in qualche modo?
Salve, innanzitutto va detto che la risoluzione pacifica è la strada migliore da seguire. Tuttavia, se il disturbo non cessa lei può essere tutelato dall'art.844 del Codice Civile. Tale articolo impone un limite di normale tollerabilità al rumore che il vicino immette all'interno della sua proprietà privata. Secondo il parere ormai da tempo consolidato della Giurisprudenza, la normale tolerabilità viene oltrepassata se il rumore immesso supera per più di 3 dB il rumore di fondo del suo appartemento. Cordiali saluti.
Salve, sono il titolare di un service audio luci ,vorrei sapere se è possibile avere questa documentazione (impatto acustico)a corredo assieme alle altre certificazioni come carichi sospesi 37/08 etc., chiedo questo perchè sono sempre posti diversi. E se è obbligatorio come devo farlo? A chi mi devo rivolgere? Grazie
Buongiorno. Innanzitutto occorre precisare che non è lei a doversi munire di Valutazione di Impatto Acustico; bensì è il locale, dove si reca di volta in volta, a disporre di un'autorizzazione in deroga ai limiti acustici per eventi temporanei di pubblico spettacolo. La documentazione obbligatoria di cui deve munirsi, invece, è la Valutazione dei Requisiti dell'Impianto Elettroacustico di Diffusione Sonora che lei porta con sè. Tale valutazione deve rispettare il D.P.C.M. n.215 del 1999. Deve rivolgersi ad un Tecnico Competente in Acustica che effettuerà delle misure sul suo impianto audio e stabilirà i livelli di emissione sonora a seconda delle dimensioni del locale. In tal modo lei potrà disporre di una tabella di valori e prevedere, in base alle dimensioni del locale presso cui si reca, il livello di emissione e quindi la conformità o meno,volta per volta, alle prescrizioni del D.P.C.M. Buona giornata