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Nuova UNI 11367 per acustica edilizia

Pubblicato il: 31 Gen 2011

ing. Martino Greco

In Italia fino all’introduzione della Legge 447 del 1995 non erano previsti seri vincoli in materia di rumore e l’edilizia residenziale ha visto comparire per la prima volta delle restrizioni cogenti nel D.P.C.M. del 5/12/97 attuativo della Legge. La complessità della materia, unita alla trama un po’ farraginosa del decreto stesso hanno da subito suscitato alcune perplessità in merito alla applicabilità dei requisiti acustici passivi introdotti. In realtà però sin da subito le imprese più virtuose sono attrezzate per introdurre sistemi e soluzioni che consentissero di raggiungere le nuove imposizioni legislative e, con gli idonei materiali ed accorgimenti – senza eccessivi aggravi di costi – la missione è risultata possibile. Tenendo conto che il D.P.C.M. del 5/12/97 richiede il rispetto del valore di isolamento in opera (cioè a cantiere finito), il tema dell’acustica si è dimostrato trasversale alle figure della filiera chiedendo una progettazione accorta, materiali di qualità e grande attenzione in fase di installazione. A partire dal 2004 circa, si è assistito all’insorgere dei primi contenziosi legali (pochi dei quali finiti in tribunale e per lo più transitati in fase stragiudiziale) che hanno visto privati acquirenti chiedere indennizzo ai costruttori a causa della mancanza del requisito acustico. Queste vicende, a volte drammatiche, hanno fortemente attirato l’attenzione soprattutto delle immobiliari di vendita sul tema dell’isolamento acustico (e ancora troppo poco quella delle pubbliche amministrazioni che avrebbero dovuto vigilare). L’emanazione delle Leggi comunitarie 2008 e 2009 ha visto l’inserimento di articoli che hanno in qualche modo alleggerito il ricatto sui costruttori/venditori richiedendo l’emanazione di nuovi decreti. Il primo passo è stato quello di redigere una nuova norma tecnica la UNI 11367 che risolve la maggior parte delle lacune che erano presenti e, soprattutto, rende attuabile la tanto richiesta certificazione acustica degli edifici. Con una conclusione analoga a quella già vigente in merito al consumo energetico, sarà possibile valorizzare commercialmente l’investimento in isolanti acustici con delle classi di merito. Di qui si attende solo la pubblicazione di un nuovo impianto legislativo che recepisca la norma tecnica imponendo nuovi (o vecchi) limiti che siano questa volta raggiungibili, attuabili e condivisi.