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Sentenze sulle immissioni di rumore







Di seguito si riportano le più influenti sentenze di Cassazione dei Tribunali italiami riguardanti il criterio comparativo e la normale tollerabilità nelle immissioni di rumore nella proprietà privata:


Sentenza Cassazione Sezioni Unite n. 4848 del 27.2.2013
Sentenza Cassazione Sezione Settima Penale n. 26107/2006
Sentenza Cassazione del 13/09/2004 n. 36241
Sentenza Cassazione del 03/08/2001 n. 10735
Sentenza Tribunale Monza n. 1983/1991
Sentenza Cassazione del 06/01/1978 n. 38
Sentenza Cassazione del 04/12/1978 n. 5695



Sentenza Cassazione Sezioni Unite n. 4848 del 27.2.2013
La Corte territoriale (Corte di Apello di Milano) ha affermato che il giudice di primo grado aveva basato la propria pronuncia su di uno scrupoloso accertamento peritale che aveva con sentito di rilevare delle immissioni che superavano notevolmente il limite comunemente accettato dei 3 decibel sul rumore di fondo; ha aggiunto che tale accertamento era avvenuto in momenti diversi e senza preavviso delle parti, in modo quindi da ritenerlo sufficientemente obiettivo; il giudice di appello ha quindi confermato il superamento della normale tollerabilità dei rumori provenienti dal parco giochi in questione; orbene la sentenza impugnata, avendo chiaramente valorizzato le risultanze della consulenza tecnica d'ufficio espletata ed avendo quindi indicato esaurientemente le fonti del proprio convincimento, ha dato luogo ad un accertamento di fatto sorretto da congrua e logica motivazione, come tale incensurabile in questa sede; in effetti l'accertamento peritale cui la sentenza impugnata ha aderito ha avuto riguardo a valutare il limite di tollerabilità delle immissioni rumorose non in senso assoluto, ma relativamente alla situazione ambientale della zona oggetto delle lamentate immissioni senza prescindere dalla valutazione della rumorosità di fondo, ossia della fascia rumorosa costante sulla quale vengono ad innestarsi i rumori denunciati come immissioni abnormi (vedi in tal senso Cass. 5-8-2011 n. 17051), cosicchè è stato applicato correttamente il cosiddetto criterio comparativo.



Sentenza Cassazione Sezione Settima Penale n. 26107/2006
Con sentenza del 1° lug. del 2005, il tribunale di Catania condannava D.B. V. alla pena di euro 100,00 di ammenda, oltre al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento del danno nei confronti della parte offesa costituitasi parte civile, liquidato nella misura di euro 1000,00 nonché al rimborso delle spese sostenute dalla stessa parte civile, quale responsabile del reato di cuiall'art. 659 c.p. [1] perché, no impedendo l'ininterrotto abbaiare, anche notturno dei due cani presenti nell'immobile del quale aveva la disponibilità, disturbava il riposo e l'occupazione di P.R.



Sentenza Cassazione del 13/09/2004 n. 36241
Non ha importanza se a lamentarsi per i latrati dei cani e' un solo vicino . A fare scattare la responsabilità del proprietario dell'animale, infatti, non e' ''l'effettivo raggiungimento di plurime persone'', ma la ''potenzialità' diffusiva'' dell'abbaiare dell'animale.



Sentenza Cassazione del 03/08/2001 n. 10735
"…Al riguardo è sufficiente osservare che costituisce principio consolidato della giurisprudenza di legittimità quello secondo il quale hanno finalità e campi di applicazione distinti l'articolo 844 c.c., da una parte, e, dall'altra, le leggi ed i regolamenti che disciplinano le attività produttive e che fissano le modalità di rilevamento dei rumori ed i limiti massimi di tollerabilità in materia di immissioni rumorose ( segnatamente il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1/3/1991 richiamato nel primo motivo di ricorso ). Il primo è posto a presidio del diritto di proprietà ed è volto a disciplinare i rapporti di natura patrimoniale tra i privati proprietari di fondi vicini. I secondi, invece, hanno carattere pubblicistico (perseguendo finalità di interesse pubblico) ed operano nei rapporti tra i privati e la p.a. (sentenze 13/9/2000 n. 12080; 6/6/2000 n. 7545; 2/6/1999 n. 5398). Nella specie la corte distrettuale si è correttamente uniformata al detto costante principio giurisprudenziale e, tenuto conto di tutte le caratteristiche del caso concreto, ha fissato in 3 db il limite accettabile di incremento del rumore (superato dal suono proveniente, pur se non costantemente, dai pianoforti della A. nei giorni feriali e nelle ore pomeridiane ed anche se non costantemente) affermando che l'indicato limite rappresentava "un valido ed equilibrato parametro di valutazione" tale da consentire un idoneo contemperamento delle opposte esigenze dei proprietari…"



Sentenza Tribunale Monza n. 1983/1991
"Più precisamente, ed anche in base a nozioni di comune esperienza, deve ritenersi che il punto d'intollerabilità sia raggiunto allorché il rumore stesso sia di intensità doppia rispetto al rumore di fondo. In termini di misure scientifiche, si può dire che l'orecchio umano è già in grado di percepire variazioni di un solo decibel; e che, tenuto conto che la misurazione in decibel si basa su una scala logaritmica, un aumento di tre decibel corrisponde già ad un raddoppio della intensità del suono. Ne deriva che il limite di tollerabilità cui far riferimento è dato da un aumento di tre decibel rispetto al rumore di fondo (criterio ormai costantemente adottato in giurisprudenza, cfr. ad esempio Cass. 6 Gennaio 1978 n.38)"



Sentenza Cassazione del 06/01/1978 n. 38
"Posto che per valutare il limite di tollerabilità delle immissioni sonore occorre tener conto della rumorosità di fondo della zona in relazione alla reattività dell'uomo medio, rettamente il giudice di merito ritiene eccedenti il limite normale le immissioni che superano di 3 decibel la rumorosità di fondo"



Sentenza Cassazione del 04/12/1978 n. 5695
" Il limite di tollerabilità delle immissioni ha carattere non assoluto, ma relativo, nel senso che deve essere fissato con riguardo al caso concreto, tenendo conto delle condizioni naturali sociali dei luoghi, delle attività normalmente svolte , del sistema di vita e delle abitudini delle popolazioni e, con particolare riferimento, riguardo alle immissioni sonore, occorre far riferimento alla cosiddetta rumorosità di fondo della zona e cioè a quel complesso di suoni di origine varia e spesso non identificabili continui e caratteristici del luogo, sui quali s'innestano di volta in volta rumori più intensi prodotti da voci veicoli ecc… Il relativo apprezzamento, risolvendosi in un'indagine di fatto, è demandato al giudice del merito e si sottrae al sindacato di legittimità se correttamente motivato e immune da vizi logici"




DETTAGLIO DEL SERVIZIO
Una perizia acustica privata prevede le seguenti fasi:
  • Raccolta delle informazioni sul tipo di disturbo
  • Analisi della frequenza con cui il disturbo si ripete
  • Svolgimento delle misurazioni fonometriche
  • Elaborazione dei risultati ottenuti
  • Redazione del documento peritale


Contatti:
Mail- ing.greco@perizieambientali.com
Tel.- 329 2010685


Art. 844 c.c.
Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.

Nell'applicare questa norma l'autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso.


Art. 659 c.p.
1. Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a 309 euro .

2. Si applica l'ammenda da 103 euro a 516 euro a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell'Autorità.


immissioni di rumore in casa

Criterio comparativo e criterio differenziale
L'inquinamento acustico prodotto da una data sorgente può essere valutato secondo due differenti approcci facenti capo a due distinti campi legislativi, il campo amministrativo ed il campo civilistico. Nel campo amministrativo sono previsti specifici limiti all'emissione ed immissione sonora prodotta da un'attività. In campo civilistico è previsto il limite della normale tollerabilità all'immissione sonora prodotta dall'attività all'interno della proprietà privata. Interessa dunque valutare che la sorgente non arrechi alla popolazione circostante un disturbo giudicabile superiore alla normale tollerabilità (cfr. art. 844 c.c.). Nella giurisprudenza è ormai da tempo consolidata l'assegnazione della soglia di tollerabilità a 3 dB. Ciò implica che l'emissione sonora generata da una sorgente è da considerarsi NON TOLLERABILI se il livello di pressione sonora immesso supera di 3 dB il rumore di fondo che si rileva in sua assenza. Il rumore di fondo corrisponde al valore del parametro statistico LAF95 il quale rappresenta il livello di pressione sonora che, in assenza della specifica sorgente, viene superato per il 95% del tempo di misura. Il livello di pressione sonora immesso, invece, corrisponde al parametro LAeq il quale rappresenta il livello di pressione sonora medio che si registra all'interno della proprietà privata quando la sorgente specifica è attiva. In alcuni casi, tuttavia, è ragionevolmente molto più identificativo, ai fini della corretta determinazione del disturbo, il riferimento non tanto al LAeq bensì alla frequenza delle volte in cui il livello di pressione sonora istantaneo supera di oltre 3 dB il rumore di fondo. La misurazione del rumore di fondo e del livello di immissione deve essere effettuata nelle medesime postazioni.

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Il servizio complessivo viene fornito in maniera discreta e nella massima riservatezza al fine di tutelare i diritti alla quiete ed al riposo del richiedente ma nel maggior rispetto possibile della privacy e dei rapporti condominiali.